«Anche l’Italia avrà la sua Nazionale»

di Simone Borri

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Il 13 gennaio 1910 la rivista Foot-Ball, organo ufficiale della Federazione Italiana Gioco Calcio costituitasi l’anno precedente dava il seguente annuncio: «Quest’anno anche l’Italia avrà la sua squadra nazionale composta da soli giuocatori italiani. La FIGC ha a questo d’uopo incaricata la Commissione Tecnica Arbitrale… [per] mettere assieme una squadra che degnamente sappia rappresentare i colori d’Italia, colla speranza che la vittoria arrida agli undici valorosi atleti.»

Una rappresentativa del calcio italiano esisteva fin dal 1899, si era trattato però di giocatori per lo più stranieri in forza alle poche squadre che disputavano il nostro campionato (che era nato l’anno precedente, con il primo scudetto della storia assegnato al Genoa Cricket Football Club).

Nel 1910 appunto la neonata FIGC decise di seguire l’esempio delle Isole Britanniche e di costituire una vera squadra nazionale. Poiché gli unici addetti ai lavori ad avere esperienza reale di calcio erano gli arbitri, ad una commissione di essi guidata dal più prestigioso dell’epoca, Umberto Meazza storico fondatore dell’A.I.A. (Associazione Italiana Arbitri) e primo selezionatore ufficiale della Nazionale, fu affidato l’incarico di stilare la lista dei convocati.

L’esordio della squadra nazionale italiana avvenne a Milano il 15 maggio 1910, all’Arena Civica contro la nazionale francese. I giocatori italiani scesero in campo in maglia bianca, e vinsero per 6-2. La maglia azzurra arrivò soltanto il 6 gennaio 1911 in occasione della terza uscita ufficiale, un’amichevole contro l’Ungheria che allora dominava il calcio europeo con la scuola danubiana insieme all’Austria. Il colore azzurro fu scelto in omaggio allo stemma della Casa Savoia, uno scudo rosso sormontato da una croce bianca in campo, appunto, azzurro.

La prima competizione ufficiale disputata dagli azzurri fu il torneo dei Giochi Olimpici di Stoccolma del 1912, eliminati al primo turno. Sulla panchina italiana sedette per la prima volta il commissario tecnico Vittorio Pozzo che avrebbe guidato la selezione azzurra per oltre trent’anni vincendo due titoli mondiali nel 34 e 38 ed un titolo olimpico nel 36. Data l’interruzione causata dalla Grande Guerra, il successivo impegno ufficiale della Nazionale azzurra furono le Olimpiadi di Anversa nel 1920, dove l’Italia raggiunse i quarti di finale.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Lavora nella pubblica amministrazione. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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