Si salva solo Pepito

di Simone Borri

GiuseppeRossi171218-001FIRENZE – La prima impressione a caldo, ritrovandosi sul tavolo questo Fiorentina-Genoa da commentare, è questa: cari genoani, ma non potevate tenervelo voi Simeone, magari vi faceva altri 12 gol anche quest’anno e non eravate nei bassifondi della classifica, e noi andavamo su qualche altro centravanti? Dice, sei esagerato, il ragazzo corre e si danna l’anima, è prima o poi esploderà. Sì, va bene, ma la porta non la trova nemmeno a piangere, ed è più facile che esploda prima la pazienza della gente. A proposito, ieri 20.000 presenti, 17.000 abbonati e 3.000 paganti, più o meno. Sarà, ma i buchi vuoti in tuti i settori fanno pensare che diverse tessere anche ieri siano rimaste a casa, dai tornelli non siano passate.

La seconda: i prossimi anni, per risparmiare e se si salvano, quelli del Genoa manderanno in trasferta a Firenze il solo Mattia Perin, che non prende gol dalla Fiorentina dai tempi di Mario Gomez (Jurassic DV) e che quando capita da queste parti tira giù la saracinesca. Cominciò con un Fiorentina-Pescara da favola del calcio, stile racconti di Gianni Brera o Osvaldo Soriano. Per noi, in quel testa-coda finito malissimo, cominciò una favola nera che ancora non ha fine. Anche se ieri per la verità nello specchio della porta, quindi tra i pali, quindi tra le braccia di Perin è arrivata solo una parte nemmeno maggioritaria delle presunte conclusioni a rete dell’attacco viola (più Biraghi).

La terza: ma ieri non potevamo limitarci alla commovente standing ovation per Pepito Rossi riapparso in Tribuna Autorità del Franchi (sponda genoana, ahimé) e poi andare tutti a casa? Ma sì, bastava quel coro «il fenomeno» (Pepito è stato l’ultimo transitato da queste parti e chissà il nuovo progetto viola quando ne prevede l’arrivo di un altro), in fondo ormai viviamo di ricordi. Ne abbiamo rivissuto uno importante. Via tutti, a farsi un bel punch al Bar Marisa, si sarebbe detto una volta. E poi a casa, a riscaldarci e a tenere lontane le amarezze del presente.

Ecco, Fiorentina-Genoa potrebbe finire qui, per quanto ci riguarda. Ma il dovere del cronista incombe. Ed allora, non si può fare a meno di sottolineare come le squadre di Pioli giochino allo stesso modo, con gli stessi uomini e gli stessi schemi e contro chiunque. Fuori casa un tantino funziona, in casa meno.

Assestata in qualche modo la difesa, la Fiorentina di Pioli ha un solo corridore, Veretout, gli altri trotterellano, non saltano l’uomo se non con il Chiesa in condizione e il Thereau dall’autonomia sempre più ridotta (anni 34), non si inventano nulla. Facile per un Genoa fare muro e tentare di colpire la Fiorentina con le sue stesse armi, difesa arcigna e contropiede.

In avanti, atteso che Simeone può fare tutto meno che la prima punta, magari poteva venir voglia al mister di insistere su quel Babacar che anche mercoledi scorso ha fatto vedere di essere in grado di buttarla dentro di riffa o di raffa, al netto di tutto il dossier delle perplessità accumulato su di lui da cinque o sei allenatori. Macché, dentro il solito tridente a cui la difesa avversaria basta isolare una dall’altra le tre punte. Degli inserimenti di Biraghi preferiamo non parlare nemmeno, se non per dire che se è Biraghi quello che regolarmente si inserisce, nello schema del mister c’é qualcosa che non va.

La Fiorentina è una squadra lenta, prevedibile, che merita la classifica che ha e che guarda caso alla prima seria occasione di migliorarla ha fallito miseramente l’obbiettivo. Peccato, perché ora arrivano nell’ordine Cagliari (bestia nera viola certificata), Lazio (in cerca di vendetta, tremenda vendetta), Milan (che gioca male esattamente quanto noi, e per cui la partita di Firenze pare fatta apposta per risorgere).

La Fiorentina è una squadra noiosa, per sé e per chi la segue. La settimana è scorsa via con il tormentone facciamo le scuse a Corvino. A conclusione, pensiamo di poter dire che non sarebbe male se le scuse le facesse lui a noi.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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