Per i viola un’altra occasione persa

di Patrizia Iannicelli

GiovanniSimeone171231-001FIRENZE – Nell’anticipo della diciannovesima giornata di campionato, l’ultima del girone d’andata, la Fiorentina dopo la cocente eliminazione dalla Coppa Italia torna al Franchi nel lunch time contro il Milan. Pubblico delle grandi occasioni, sugli spalti i dati ufficiali indicano 30.213. I viola partono con il modulo del 4-3-3, Sportiello tra i pali, Laurini, Astori (cap.), Pezzella (recuperato in extremis dal recente infortunio), Biraghi, Benassi, Badelj, Veretout, Gil Dias, Simeone, Thereau.

Nella prima mezz’ora ritmo della gara lento e soporifero, nessuna occasione da rete, molti passaggi nella zona del centrocampo, diversi errori in fase di costruzione. Al trentanovesimo Romagnoli atterra fuori area Simeone lanciato a rete, netta occasione da goal che poteva portare al cartellino rosso, l’arbitro di turno Banti decide per la semplice ammonizione. Dalla conseguente punizione battuta da Veretout la difesa rossonera chiude gli spazi.

Nei minuti finali la Fiorentina più vivace si porta in avanti, prima Simeone viene anticipato da Donnarumma, nel recupero su cross di Veretout colpo di testa di Gil Dias bloccato dal portiere rossonero con l’aiuto della traversa.

Nella seconda frazione di gioco ancora protagonista il portiere degli ospiti che su un tiro di Badelj salva il risultato. Dalla parte opposta Sportiello su un tiro di Suso alza il pallone sopra la traversa. Al nono il primo cambio tra i gigliati esce Gil Dias per Chiesa applaudito da tutto lo stadio. Al ventesimo entra in campo Eysseric al posto di Benassi, i viola più sbilanciati passano ad un 4-2-3-1.

Al venticinquesimo cross dalla sinistra di Biraghi e colpo di testa di Simeone per il vantaggio dei viola. L’ultimo cambio dei viola Vitor Hugo per Pezzella . Al ventinovesimo il pareggio degli ospiti con Calhanoglu, nell’occasione difesa ingenua e intervento impreciso di Sportiello.

Nella fase finale le due squadre sembrano aspettare il triplice fischio, che arriva dopo tre minuti di recupero. Un pareggio che lascia rammarico e delusione e la solita sensazione di avere lasciato altri punti preziosi in questa prima parte di campionato. Un’altra occasione persa, un riscatto mancato, che oltre a portare morale ed entusiasmo per una vittoria contro un diretto avversario, poteva avvicinare la Fiorentina a ridosso del sesto posto, quello della Sampdoria.

La solita squadra che in questi mesi ha evidenziato diversi problemi ancora irrisolti: il gioco lento e scontato, le difficoltà nell’ultimo passaggio e in fase realizzativa, la mancanza di carattere, l’approccio sbagliato, le carenze tecniche in alcuni giocatori, le seconde linee non al pari dei titolari. L’ultima gara del 2017 è l’emblema di una Fiorentina vista in tutto l’anno, poche soddisfazioni e tanti rimpianti, molta amarezza e delusioni, non resta che aspettare l’anno che verrà con la speranza che questa stagione si possa ancora recuperare.

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