Gianni De Magistris che illuminava l’acqua

di Simone Borri

GianniDeMagistris171203-001FIRENZE – Compie 67 anni Gianni de Magistris. Si dice sempre in queste circostanze che uno non li dimostra, nel caso suo è più che mai vero, con quei capelli un po’ brizzolati che semmai ce lo fanno assomigliare all’Al Pacino di Ogni maledetta domenica.

L’accostamento non è casuale, visto che questo sessantasettesimo compleanno cade al termine di un’annata che lo ha visto compiere un’impresa: riportare la sua Rari Nantes Florentia, retrocessa per la prima volta dopo 113 anni di storia (era l’unica società finora sempre presente nella massima serie), subito là dove le compete. Ai vertici della pallanuoto italiana.

Per i vecchi fiorentini, tanto basta e avanza. Gianni era già una leggenda, un altro vanto e gloria di questa città. Per i più giovani, occorre forse spiegare l’inspiegabile. Il perché il nome di De Magistris si può accostare a quello di Antognoni senza bestemmiare. Gianni sta alla Florentia come Giancarlo alla Fiorentina. Entrambi stanno a Firenze allo stesso modo.

Se il cuore della città batte per la Rari con la stessa intensità con cui batte per la viola e per le rispettive bandiere, basta guardare il palmares per capirne il motivo. La Florentia è stata scudettata ben nove volte. Nel Waterpolo, o pallanuoto, i campioni siamo noi, cinque volte negli anni trenta, due negli anni quaranta, due negli anni settanta. Da allora, la lunga rincorsa di una stella che sembra non voler arrivare mai, con le ultime stagioni in cui la pallanuoto fiorentina è stata risucchiata nella crisi complessiva dello sport cittadino in generale.

Un giovanissimo De Magistris, 1970

Un giovanissimo De Magistris, 1970

Della Florentia, della Rari come dicono i fiorentini sinteticamente e affettuosamente, Gianni è stato il portacolori per eccellenza, la luce, come Antonio negli stessi anni lo era nel calcio. E come Antonio, la sua luce si è propagata fino alla Nazionale. 16 volte 16 capocannoniere del campionato italiano, 388 volte 388! alfiere di una nazionale azzurra che coronò i sogni di gloria con l’argento alle Olimpiadi di Montreal del 1976 e con l’Oro al Mondiale di Berlino due anni dopo. Numeri che parlano da soli, e che non riescono tuttavia a rendere appieno la magia di Gianni in acqua, se uno non lo ha visto giocare.

Gianni De Magistris, che aveva abbandonato la pallanuoto giocata nel 1987, era già ritornato vent’anni dopo, dieci anni fa a fare miracoli, questa volta sulla panchina di allenatore della Fiorentina Waterpolo, la prodigiosa squadra femminile che nel 2006-07 fece il triplete, scudetto, Coppa dei Campioni e Supercoppa europea. Una squadra che era figlia sua, e non soltanto perché vi giocava la figlia Mila, grande pallanotista anche lei.

L’anno scorso serviva un altro miracolo, per tirar fuori la gloriosa Rari dalle tenebre in cui era precipitata dopo tante traversie. Eccolo qui, presente. La luce è tornata, e la nottata è passata per la Florentia che con lui ha ritrovato gioco, grinta e futuro. «Dobbiamo innanzitutto ricreare uno spirito di appartenenza», disse all’esordio sulla panchina biancorossa. Come quello di Al Pacino, il suo discorso non è rimasto inascoltato.

La Florentia è tornata, è ancora viva. Gianni è ancora qui. Auguri campionissimo.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Lavora nella pubblica amministrazione. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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