Firenze in ansia per Vittorio Cecchi Gori

di Simone Borri

VittorioCecchiGori171226-001FIRENZE – Ore drammatiche per Vittorio Cecchi Gori. Dopo aver fatto di recente la sua ricomparsa a Firenze suscitando il prevedibile alternarsi di amarcord e di polemiche, il figlio di Mario e Valeria è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, in coma farmacologico dopo essere stato colpito da ischemia cerebrale nella notte di Natale.

Le sue condizioni sono definite «stazionarie ma serie». E Firenze di colpo scopre di avere per lui dei sentimenti che aveva forse dimenticato, nel tourbillon delle vicende cittadine e viola degli ultimi quindici anni. Scrivevamo tempo fa che la città forse non gli avrebbe perdonato mai il fallimento della sua Fiorentina. A quanto sembra, lo sta facendo e con più facilità di quanta era lecito attendersi.

Nei messaggi scambiati sui social network in queste ore, spesso ci si riferisce a lui semplicemente come al Presidente. Come a sottolineare che sia stato l’ultimo, indimenticabile, con la sua faccia esposta sempre in primo piano, nel bene come nel male.

Sbalzato di sella da un Palazzo e da un Tribunale che poi si sono rivelati uno più corrotto dell’altro, VCG resta nella memoria e nell’affetto della gente come l’uomo che portò a Firenze Batistuta, Rui Costa, Toldo, Edmundo, Oliveira e scusate se ci dimentichiamo di altri, tanti altri. L’uomo che ci portò in trionfo in un Nou Camp, in un San Siro, in uno Wembley ammutoliti, colorati per una notte soltanto di viola.

L’uomo che non ha mai pianto, né implorato comprensione. Che ha affrontato le avversità con carattere, così come aveva affrontato con spavalderia, in piedi su una balaustra, i giorni felici. Quanta differenza con certi atteggiamenti dei suoi successori, i loro piagnistei per critiche che avrebbero fatto sorridere Vittorio e a cui egli avrebbe risposto a tono, da fiorentino qual era ed è; il loro chiudersi nel castello di famiglia sdegnati, lasciando ad altri l’opera di demolizione di una Fiorentina che una volta andava in Inghilterra e in Spagna a passeggiare.

Ore difficili, in cui molti a Firenze pregano per Vittorio Cecchi Gori, e perché se almeno non sarà dato di riaverlo come prima, che gli sia risparmiata almeno nuova sofferenza. E come diceva un grande poeta di quella terra dove una volta la Fiorentina era solita andare a vincere, che voli d’angeli lo accompagnino cantando al suo riposo.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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