Calendario dell’Avvento – Giorno 8

di Simone Borri

DiegoDellaValle171208-001Cena di Natale 2017 a Palazzo Vecchio tra l’Amministrazione Comunale e l’A.C.F. Fiorentina. Ci sono tutti (manco a dirlo….), brilla per assenza la famiglia Della Valle (e hai detto niente!…..).

Quando c’è da assentarsi, Diego Della Valle brilla sempre. I fiorentini si abituarono male i primi due anni della sua gestione, dopo il fallimento Cecchi Gori. Una volta, per festeggiare una vittoria importante, l’algido patron della Tod’s si buttò addirittura nella piscina degli spogliatoi dello stadio Franchi. Sembra di parlare adesso di un’altra persona, di un’altra vita. Adesso, se DDV, come lo chiamano tutti per brevità, deve passare da Firenze, lo fa quasi di nascosto, all’imbrunire.

DDV ha sempre avuto problemi di comunicativa, staremmo per dire relazionali. Dal 2009, la sua A.C.F. non ha un ufficio stampa degno di questo nome. Quando poi il boss gestisce le public relations in prima persona sono guai. E’ ancora viva la memoria di quando, essendogli punta vaghezza di scendere in campo anch’egli, si presentò ad una nota trasmissione ad illustrare il suo programma politico. Chi ha qualche anno sulle spalle rivisse i terribili momenti delle relazioni di Leonid Breznev agli ultimi congressi del PCUS prima che cadesse il Muro di Berlino. Gente stralunata, negli occhi la domanda che NON DEVE TRASPARIRE: ma che sta a di’?!? Gente che si teneva sveglia con gli spilli sotto le palpebre. Gente che giurò quel giorno di rinunciare al diritto di voto, se Noi Italiani (così si chiamava il progetto, l’ennesimo di quest’uomo che si ingegna di non portarne mai uno in fondo) si fosse presentato tra le liste.

DDV ha anche problemi di permalosità, e forse tra le cause non secondarie di questa sua assenza prolungata dicono possa esservi la stizza nei confronti di una città che l’ha sempre ossequiato poco (addetti all’informazione e caporioni del tifo a parte) e che adesso non lo ossequia più per niente. Ha detto in estate che vuol vendere, che la famiglia ne ha abbastanza. Adesso dice che ci ripensa, non trova acquirenti, in realtà non al prezzo che chiede lui. Come diceva un famoso mago: vendo ….. quando lo dico io!

Nel frattempo, mentre il fratello minore dice che soffre a casa, mentre le esternazioni del Gruppo sono affidate al ragionier Mario Cognigni, l’uomo che vede gli arcobaleni, mentre il sindaco Nardella gli fa apparire e sparire davanti il nuovo stadio (che alzerebbe la quotazione societaria) come quei carabinieri della barzelletta: ora sì, ora no….., lui se ne sta nell’eremo di Casette, come chi avesse Firenze a gran dispitto.

Lo mettereste nel presepio? Mah, basta che non si metta a parlare di fair play finanziario ai pastorelli e di terzo tempo ai Re Magi. Tenete conto poi che se c’è da ricomprare delle pecorelle, un angioletto o anche soltanto del muschio per fare l’erba, lui sparisce. Vi girate e non c’è più. E occhio a Gesu bambino, che subito dopo la Befana ve lo vende.

Per Braccino non c’é Natale, dice il detto.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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