Stringi i denti, Fiorentina

di Simone Borri

Stephanie Ohrstrom, eroina della serata malgrado il punteggio

Stephanie Ohrstrom, eroina della serata malgrado il punteggio

FIRENZE – Quello che non uccide, rende più forti, dice un vecchio detto. Nel momento più difficile della sua breve ma intensa e già gloriosa storia, la Fiorentina Women’s deve fare i conti con la seconda doccia fredda in quattro giorni. Risultati che danno la misura della validità di una vecchia ma inesorabile legge del calcio e dello sport in genere: la stagione della conferma è sempre più dura e difficile di quella della prima affermazione.

Dopo il Brescia, anche il Verein für Leibesübungen Wolfsburg (graziosa locuzione tedesca che sta per Ginnastica Wolfsburg, o giù di lì) viene al Franchi per portarsi via un po’ dei sogni delle ragazze viola. Come il Brescia, il VfL Wolfsburg lo fa depositando nella porta difesa dalla coraggiosa e bravissima Stephanie Ohrstrom ben quattro gol, che testimoniano dello stato di grazia delle avversarie ma non certo dei meriti delle giocatrici di Fattori e Cincotta.

Si sapeva, fin dal sorteggio, fin dall’iscrizione a questa Women’s Champions League. L’esordio delle viola era destinato a seguire la sorte di tutti gli esordi del genere, c’era uno scotto di noviziato da pagare, prima o poi. Dopo lo storico approdo agli ottavi a spese delle pur forti danesi del Fortuna, la fortuna – ci si perdoni il gioco di parole – ha girato, mettendo di fronte a Guagni & C. le più forti avversarie che c’erano, o quasi.

Il VfL Wolfsburg è sponsorizzato Volkswagen, nella città in cui il colosso automobilistico germanico ha sede gioca le sue partite casalinghe. Come per la squadra maschile, la sponsorizzazione ha prodotto effetti importanti. La squadra delle donne, nata nel 2003, ha beneficiato degli ingenti investimenti targati VW, ed i risultati nel giro di dieci anni non sono mancati.

Nel 2013, la squadra che ancora non aveva vinto nulla ha colmato tutte le lacune, perfezionando un triplete che ha portato in bacheca oltre a Bundesliga e Coppa nazionale anche la Champion’s, la prima delle due vinte dal club (la seconda l’anno successivo).

A ben vedere, dunque, la Fiorentina Women’s può rincuorarsi pensando di essere sulla stessa strada intrapresa dalle tedesche, avendo vinto i primi titoli tra l’altro ben prima di loro, a soli due anni dalla nascita. La via intrapresa è quella giusta, per farsi le ossa anche in Champion’s c’é tempo, l’importante è non abbattersi per l’esito di una gara dove lo score penalizza la squadra di casa al di là dei propri demeriti.

La Fiorentina infatti ha tenuto botta per tutto il primo tempo, confidando in una Ohrstrom in serata di grazia e per la quale ormai gli aggettivi positivi non sono mai troppi, e nelle ripartenze che nel turno precedente le avevano valso un risultato prestigioso e insperato.

Ilaria Mauro in azione

Ilaria Mauro in azione

Nella ripresa, il gol segnato al 3’ dalla Gunnarstdottir in fuorigioco più che sospetto ha tagliato un po’ le gambe alle ragazze viola. L’arbitro svedese Sara Persson convalida, e – senza scomodare lo scandinavo suo collega Tom Henning Ovrebo che qualche anno fa sempre in un ottavo di Champion’s fece gravi danni sempre alla Fiorentina opposta anche allora ad una fortissima squadra tedesca – non rende giustizia alle padrone di casa. Che da quel momento accusano il colpo, e anche forse una certa stanchezza mentale. I due gol successivi del Wolfsburg hanno la stessa caratteristica del primo di nascere da situazioni confuse in area, sulle quali le tedesche si fanno trovare più pronte, forse più toniche e mentalmente lucide. Il quarto gol è splendido nello stacco di testa della Popp, solissima in piena area viola, ma fortunoso nella carambola del pallone dal palo ai piedi di Stephanie Ohrstrom, che ieri sera meritava miglior fortuna.

Finisce 0-4, e con ogni probabilità finiscono qui i sogni europei delle ragazze di Fattori e Cincotta. Che sicuramente – crediamo ed auspichiamo – non commetteranno l’errore di deprimersi per la pesante sconfitta rimediata contro un top club europeo e proseguiranno sulla strada intrapresa che le vede già adesso tra le prime sedici del continente. Il gioco delle ragazze, peraltro, è sempre piacevole a vedersi, e coraggioso negli schemi e nell’atteggiamento in campo. Basta solo, forse, ricaricare un po’ le batterie nervose.

Le Women’s viola, a due anni dalla nascita o poco più, sono più avanti del Wolfsburg. L’augurio è di esserlo ancora di più tra qualche anno. Poi, la palla è rotonda e non carambola sempre sul lato sbagliato del palo.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche ad indirizzo storico, e lavora come dipendente nella pubblica amministrazione. Tra le sue passioni ha un posto importante la Fiorentina, è tifoso viola da sempre.


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