Stefano Tanghetti e la Meco Gang

di Sabrina Fabbri

StefanoTanghetti171110-002FIRENZE – Ho conosciuto personalmente Stefano questa estate, quando diventa il bassista della Combriccola del Blasco che io seguo assiduamente da anni in quanto vasconvolta della prima generazione. Suona il basso alla Gallo, bassista ufficiale di Vasco, e quindi mi appassiono ancora di più a questa band e alla storia di Stefano in particolare.

Elbano di nascita e fiorentino di adozione, artista poliedrico autore, compositore, scrittore, musicista, direttore della sede di Firenze di un’accademia musicale italiana tra le più importanti, la Lizard, frontman di una longeva band di amici che si supera con il suo sesto cd, Basta che funzioni, uscito nel 2016: la Meco Gang. Nome strano che nasce dalla voglia di discostarsi dai classici appellativi, gang anziché band, fuso al soprannome di suo nonno Domenico, Meco appunto, che lui, da buon isolano, è ben felice di tramandare.

È uno scrittore umile e curioso, i suoi testi, soprattutto cantautorali, parlano principalmente di donne, ma ci sono anche brani più intimi che raccontano ciò che lui pensa, dalla religione alla violenza: è un vero peccato che sulle piattaforme digitali, ITunes e Spotify su tutte, si trovi solo quest’ultimo lavoro, il più Rock di tutti ed anche quello che attualmente lo rappresenta di più… anche l’album precedente Niente di personale meritava di essere ascoltato e perché no, anche acquistato, al di fuori del canale YouTube.

Innamorato della musica da sempre, rappresentante mancato, ha fatto ciò che tutti gli artisti dovrebbero fare: ha rischiato! Chi non risica non rosica, dice un vecchio proverbio, e lui ad un certo punto ha lasciato la sicurezza del suo nido elbano ed è venuto in città… questo lo porta alla visibilità e quindi a poter lavorare nel campo che lui ama oltre ogni limite, anziché doversi arrangiare tra verniciatura e rimessaggio di barche: sarebbe stato un vero spreco artistico!

Riluttante a parlare dei suoi vecchi lavori in quanto ritiene che ciò che lui scrive è quello che gli passa per la testa in quel momento e quindi il passato non lo rappresenta più: la mia opinione, caro Stefano, è che tu sbagli in quanto un artista è tale perché subisce un’involuzione e il fruitore della tua musica deve vedere/sentire la crescita…

Sabrina Fabbri

Sabrina Fabbri vive a Firenze, è una libera professionista che si occupa di ristorazione, con la passione della cucina, della musica ed anche della Fiorentina


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