Freddy Mercury, la rockstar che amava i gatti

di Sabrina Fabbri

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FIRENZE – Il 24 novembre è una data triste per gli appassionati di musica e dei Queen in particolare: è infatti quella la data in cui il mondo del rock rimane orfano di una delle rockstar più esuberanti e stravaganti della storia della musica: Freddie Mercury.

Co-fondatore e leader indiscusso per circa 20 anni della band inglese, è stato l’autore geniale di quasi tutti i brani presenti nella loro discografia, che ha avuto il suo apice in tutto il decennio degli anni ’80 per terminare con la sua morte nel 1991. Della sua breve anche se intensa ed eccentrica vita sappiamo di tutto ed anche di più: che era nato a Zanzibar nel 1945, allora protettorato britannico, da genitori indiani, che oltre ad avere un grande talento musicale sin dall’epoca della scuola primaria emergeva anche nel disegno, che il suo trasferimento a Londra avvenne quando aveva 18 anni.

Eh già, proprio il trasferimento a Londra dette inizio al Freddie Mercury che tutti conosciamo!!! E’ da qui che inizia il suo vero percorso musicale grazie all’inserimento nella band Smile di cui facevano già parte Brian May e Roger Taylor divenuti poi, rispettivamente, chitarrista e batterista dei Queen, formatisi ufficialmente nell’aprile del 1970 con l’inserimento del primo bassista del gruppo, Mike Grose, che dopo alcune sostituzioni non molto fortunate, fu definitivamente soppiantato da colui che divenne il bassista storico del gruppo: John Deacon. Fu anche questo l’anno in cui Farrokh Bulsara cominciò ad usare lo pseudonimo Freddie Mercury, perché, a suo dire, aveva necessità di un nome molto più british e meno indigeno per poter emergere.

Tutti sappiamo che Freddie era gay, è il motivo per cui è stato contagiato dall’AIDS, ma forse non tutti sanno che ha avuto più di una compagna, anzi una su tutte, Mary Austin, che è diventata poi la sua migliore amica, ed è stata accanto a lui fino alla fine, risultando poi colei che più ha beneficiato dell’eredità di Mercury.

Un lato della vita di Freddie che molti non conoscono è il suo amore incommensurabile per i felini: in casa ne aveva ben nove, ma faceva anche donazioni per aiutare i mici meno fortunati. La sua dedizione ai gatti era così grande che quando Mary gli propose di avere un figlio lui le rispose preferirei adottare un altro gatto.

E proprio loro, i felini, erano i padroni della casa, potevano disporre di tutte le stanze, del giardino e dormivano nel lettone di Freddie; lui amava tutti i suoi mici ma la favorita, la sua regina, era Delilah, alla quale ha dedicato anche l’omonima canzone nell’ultimo album dei Queen, Innuendo.

«Delilah, Delilah, oh amore mio, oh mia, sei irresistibile. Mi fai sorridere quando sto per piangere, mi dai speranza, mi fai ridere e questo mi piace. La faresti franca anche per un omicidio, così innocente. Ma quando hai la luna di traverso sei tutta artigli e morsi…» così recita il testo della canzone. Direi che non ci sono dubbi su chi sia la beneficiaria di queste parole, ma molti pensavano che si trattasse di una dichiarazione d’amore per una donna….  niente di più sbagliato visto che i felini, per Freddie, erano senz’altro più importanti degli umani!

E lei, la sua Delilah, è anche la gatta che, fino alla fine, è stata con lui sul suo letto, anche quando la broncopolmonite contratta a causa della debilitazione dovuta all’AIDS, lo ha portato alla dipartita: si fosse ammalato qualche anno dopo, visti i progressi della medicina in tal senso, avremmo potuto godere un po’ di più del suo genio creativo.

Vi chiederete che fine hanno fatto Delilah & co: Mary Austin ha ricevuto in eredità la metà del patrimonio di Freddie, oltre alla casa londinese dove lei ha sempre vissuto continuando ad occuparsi dei suo amati felini.

Sabrina Fabbri

Sabrina Fabbri vive a Firenze, è una libera professionista che si occupa di ristorazione, con la passione della cucina, della musica ed anche della Fiorentina


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