Fiorentina “indifendibile”

di Simone Borri

Milan Badelj "goleador di giornata"

Milan Badelj “goleador di giornata”

FIRENZE – Dal Libro Secondo di Corvino: non avrai altra difesa all’infuori di questa. Dalla Prima Lettera dei tifosi incavolati a Della Valle: facile fare il diesse con il fondoschiena di Tomovic. Dal terzo canto dell’Inferno di Dante (che tra parentesi non era allo Stadio, non avendo rinnovato l’abbonamento): per me si va tra la perduta gente, per me si va nell’eterno dolore.

Come ampiamente previsto (non che ce ne rallegriamo, anche perché – sempre in tema mistico/classico – Cassandra nell’Iliade fece una brutta fine), la Real Sampdoria ha molta meno misericordia per questa Fiorentina del Real Madrid. E Quagliarella – a cui qualche commentatore un po’ troppo, diciamo così, entusiasta già paragonava Simeone el Cholito – si rivela altrettanto letale per i colori viola di Cristiano Ronaldo.

Verrebbe da citare la buonanima di Primo Levi, Se questa è una difesa, o addirittura – se preferite – Se questa è una squadra. E chiuderla qui, perché malgrado l’entusiasmo di certi statistici applicati al calcio, il precedente della Fiorentina a zero punti dopo due giornate non è per nulla incoraggiante.

Era l’anno 2006-07, Prandelli doveva rimontare la penalizzazione di – 15 per Calciopoli (altro che zero punti), ma aveva per le mani un mezzo squadrone, e soprattutto Toni e Mutu. In questa squadra attuale, se si toglie Federico Chiesa (che comunque anche ieri sera ha dimostrato di dover perdere qualcosa in termini di testardaggine ed eccessivo, anche lui, entusiasmo, e di dover acquistare qualcosa sul piano della personalità al servizio della squadra), è notte decisamente fonda.

Fonda quanto lo era, ed il precedente ci pare sinistramente più calzante, nel 2001, quando si fece male suo padre che, come si vide nei mesi successivi, era stato l’unica freccia rimasta all’arco di quella Fiorentina che scivolò verso la serie B, la seconda e ultima dei Cecchi Gori, senza battere ciglio.

Precedenti a parte, lasciando stare Cassandra che non è mai stata appunto popolare come commentatrice sportiva, è soprattutto l’attualità a rendere perplessi. Corvino non finisce di dire che non esistono difensori migliori (ed alla portata economica soprattutto, aggiungiamo noi) di quelli che lui ha appena messo sotto contratto, che la difesa ne becca altri due dopo i tre di Milano, con altrettanta disarmante facilità.

Anche stavolta, come le stelle di Archibald Cronin, Tomovic sta a guardare (coadiuvato dai compagni), ma sarebbe troppo facile e francamente poco equo oltre che intelligente prendersela con lui. Che da ben cinque anni è, immaginiamo per scelta consapevole, l’unico punto fermo, il pilastro inamovibile attorno a cui ruota un reparto difensivo – o presunto tale – che per il resto ha cambiato tutto, con alterne e mai troppo convincenti fortune.

Sul blasone di Casa Della Valle oltre a Zero titoli dev’esserci scritto Zero terzini. Che colpa ne ha del resto il buon Nenad se come dice Corvino non esiste niente sul mercato meglio di lui? Come figure professionali di rilievo nel settore, siamo fermi peraltro a Christian Maggio, era il 2006 quando se ne andò a Napoli, a quanto pare e a sentire il nostro diesse il calcio non produce più terzini da allora.

Ma fosse il male del terzino mancante, come in un giallo di Agatha Christie la soluzione si troverebbe. Il fatto è che qui tutta la banda pare fare acqua come un colapasta. Troppo presto qualcuno ha fatto la rima Pezzella/Passarella, Veretout in compenso fa già rima (e qualcos’altro) con Verdu, Biraghi appare troppo poco stagionato, Simeone é troppo solo e quando entra Babacar anche troppo mal accompagnato. Benassi, chi era costui?

Dell’amalgama, come disse un celebre presidente del Catania Calcio, non ne parliamo. Semmai compriamolo, da qualche parte. Pioli per adesso non ha altra colpa che di non essersi chiesto a sufficienza chi glielo ha fatto fare. Dopo l’Inter dell’anno scorso, questa banda di ragazzotti visti all’ultimo momento e presi per forza. Apposta gli sono caduti tutti i capelli.

In attesa di scontri già decisivi, l’Hellas a Verona ed il Bologna in casa, ci godiamo la provvidenziale sosta (peccato non sia piuttosto un anno sabbatico). Valutiamo l’opportunità semmai di qualche altra amichevole di gran lusso. Allianz Arena, Nou Camp o Maracanà di Rio. Hai visto mai arrivino i primi punti di stagione?

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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