Confcommercio: «Per i saldi confidiamo nell’effeto ribassi»

di Mr. Bloogger

Federica Grassini

Federica Grassini

FIRENZE – «Per fortuna ci hanno pensato bel tempo e Pasqua alta a spingere le vendite di abbigliamento e calzature negli ultimi mesi. Merito loro se chiuderemo la stagione più o meno in linea con la primavera-estate 2016, perché per il resto la moda resta uno dei settori più colpiti dalla contrazione dei consumi. Le perdite maggiori sono nell’ambito della cerimonia: la gente risparmia sui vestiti delle grandi occasioni e opta per un look più sportivo e a costi più contenuti».

Federica Grassini, presidente di Federmoda Confcommercio Toscana, traccia una sintesi sull’andamento degli affari a pochi giorni dall’avvio delle vendite di fine stagione, che in tutta la regione si apriranno sabato 1° luglio per concludersi mercoledì 30 agosto.

«Chi vende abiti per la cerimonia ha notato la flessione più forte, dal 10 fino al 30% in meno rispetto all’anno scorso – sottolinea la presidente Grassini -, un fenomeno che però secondo alcuni dipende anche dalla superstizione: molte coppie preferiscono aspettare il prossimo anno pur di non sposarsi nel 2017. Ecco spiegato in parte il calo delle vendite nel comparto, che ha toccato perfino il sud Italia dove, si sa, non si lesina sulle spese per le cerimonie e perfino gli invitati meno importanti investono su abiti scenografici e sontuosi».

All’arrivo dei saldi, ora, sono legate molte aspettative. «In questi giorni molti entrano nei negozi per guardare e informarsi su quando inizieranno. Nonostante gli outlet e il mercato online propongano ribassi tutto l’anno, l’effetto psicologico degli sconti è ancora fortissimo”, evidenzia il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. “Per quanto riguarda gli operatori, il momento resta difficile e già sarebbe un bel risultato riuscire con i saldi ad esaurire le scorte e ad avere più liquidità».

Gli sconti dovrebbero partire già alti, dal 30% in su nella maggior parte dei casi. Lo scontrino medio a persona dovrebbe attestarsi intorno alle 90/95 euro, con punte più alte nelle città più importanti e ad alta frequentazione turistica.

«Penso comunque che lavoreremo bene, voglio essere ottimista – aggiunge la presidente Federica Grassini -. Non temiamo neppure il commercio elettronico, perché c’è spazio per tutti, negozi online e off line, con la differenza che nell’online la gestione dei resi si va facendo problematica, mentre per i negozi tradizionali resta il vantaggio di un rapporto diretto e immediato con il cliente. Certo, rispetto al passato facciamo gli ordini per le nuove collezioni con più timore. Una cosa l’abbiamo capita bene: la mezza stagione davvero non esiste più nella moda, dai capi invernali si passa subito a quelli estivi più leggeri. Se il clima continua ad aiutarci, le vendite potrebbero essere brillanti».

In Toscana sono oltre 7.200 (7.231) le imprese della moda interessate alle vendite di fine stagione, per un totale di 11.326 punti vendita attivi, dei quali 9.030 dedicati all’abbigliamento e il resto a calzature e pelletteria, secondo gli ultimi dati disponibili di Unioncamere Toscana (relativi al 31.12.2016). In tre anni, dal 2013 al 2016, il commercio al dettaglio della moda ha perduto in Toscana lo 0,7% delle imprese (-51 in termini assoluti), saldo fra il -1,15 segnato nell’abbigliamento e il +1,2% delle calzature.

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