Ho visto un ateo piangere bestemmiando Dio

di Tommaso Cocci

La Pietà (Michelangelo Buonarroti)

La Pietà (Michelangelo Buonarroti)

È il lunedì dell’Angelo e sono ormai già trascorse le festività pasquali. Questo è il tempo, per chi crede, tra Morte e Resurrezione, oppure, vista da chi non crede, è comunque una festività gioiosa o invece un momento da trascorrere anche con i più odiati parenti.

Perfino in questa ricorrenza si vedono i segni della lunga crisi economica che attanaglia l’Italia dal 2008: un minor numero di uova di cioccolato nelle case, poche inserzioni pubblicitarie di Pasqualoni o simili e quasi nessun servizio televisivo sulle partenze dei vacanzieri.

Storicamente, seppur non sempre, la reazione sociale davanti ad un impoverimento economico generalizzato si concretizza nel sorgere di un maggior vincolo solidaristico tra i cittadini ed un rinvigorimento morale nei singoli.

Solitamente nei momenti di difficoltà si impara a dar meno valore alle cose materiali, anche perché non ci si possono più permettere, e si torna ad attribuire maggior valore alle relazioni umane.

Viceversa in questa Italia così disillusa, oltre alla crisi economica, si scorge la sua crisi etica e morale, tanto che, parallelamente all’impoverimento della società, proliferano sospetti, paure ed invidie diffuse.

Pranzo di solitudine

Pranzo di solitudine

Le famiglie per le festività sono riunite intorno a tavole sempre più ristrette, fedeli al nuovo motto meno siamo, meno spendiamo, meglio stiamo. La risposta italiana alla crisi economica è stata soprattutto egoistica, nell’illusione che, rinchiudendosi in se stessi, si potesse conservare quel benessere ormai sbiadito.

Proprio nel giorno di Pasqua mi è successo di reggere la spalla ad un ateo che, piangendo, stava bestemmiando Dio. Mentre ero lì, ad udire la sua disperazione rabbiosa, mi è parso di pregare due volte. Ci sono le bestemmie gridate allo stadio e quelle dette in fila in autostrada, ma ci sono anche quelle degli uomini che vorrebbe incontrare Dio e però non lo trovano. Quest’ultimi, come degli amanti non corrisposti, intimamente vorrebbero solo il Suo amore.

Sarà forse per le mie origini tutte toscane, dove il moccolo è anche un intercalare, ma ho avvertito qualcosa di sacro in quelle bestemmie bagnate di lacrime. Sacralità che invece non riesco a scorgere in questa Italietta che si guarda continuamente e solo l’ombelico, senza far eccezioni neppure a Pasqua.

Nel mentre: USA, Russia, Corea del Nord e Siria evocano e fanno tremare il Mondo con minacciosi venti di guerra; in Egitto in una Chiesa copta si può ancora morire per il solo fatto di essere cristiani; in Turchia  Erdogan vince un referendum costituzionale che gli conferisce i poteri di un dittatore.

Anche durante questa ricorrenza di Morte e Resurrezione, la classe dirigente italiana è del tutto indifferente davanti ai problemi che non permettono al Paese di rialzarsi: disoccupazione, sfiducia, insicurezza. Durante questa crisi, gli italiani hanno sfoderato il loro l’egoismo e la classe politica ha mostrato tutta la sua autoreferenzialità, anch’essa una forma d’egoismo.

Difatti il centrosinistra è unicamente interessato alle primarie del PD; il centrodestra è bloccato tra ruspe, agnellini e sovranismo; il Movimento 5 Stelle è mosso dalle sue diatribe concernenti la democrazia interna.

Attentato alla chiesa copta
Attentato alla chiesa copta

Attentato alla chiesa copta

Indipendentemente dal fatto che fosse il figlio di Dio, quest’uomo chiamato Gesù, vissuto realmente 2000 anni fa, ha insegnato al Mondo che protendendosi verso gli altri ed afferrando tra le mani i loro dolori, bisogni e sbagli, si può trasmettere la propria vita, rendendola eterna.

Si innalza una fiamma d’eternità ogni volta che un uomo, con le proprie azioni, riaccende la speranza in un altro uomo, poiché quest’ultimo viene condotto a credere di nuovo nella vita.

Così anche questo Paese avrebbe bisogno di donne ed uomini di potere che tornassero a protendersi verso i bisogni e le piaghe della gente comune. Invece, l’autoreferenzialità, rende questa classe dirigente così ottusa da non capire che sta governando su Paese morto e che, quando come un verme si sarà finita di mangiare l’italica carcassa, non ci sarà più futuro neppure per lei.

Sembra che i nostri governanti siano completamente sordi e sono degni rappresentanti di quei tanti italiani che si sono barricati speranzosi nella loro vita privata, illusi che i grandi cambiamenti del Mondo non li toccheranno.

Allora torno a pregare con quell’ateo che bestemmiando piange. Lui, nel suo dolore, mentre offende Dio, inconsapevolmente, lo invoca ed, ancor più inconsapevolmente, lo cerca. Non si invoca ciò che non esiste, tantomeno lo si cerca. Un ateo che bestemmiando piange a sua insaputa, forse, ateo non è. Sarà compito di chi ascolta il suo rabbioso dolore, fornirgli una speranza.

Offende maggiormente Dio chi si ostina a non sentire niente.

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