Ennesima occasione persa

di Patrizia Iannicelli

Il gol di Lazovic

Il gol di Lazovic

La Fiorentina, reduce dalla vittoria sofferta di lunedì con il Sassuolo, si presenta a Marassi contro il Genoa per disputare la gara interrotta l’11 settembre scorso per maltempo. Come da regolamento si parte dal minuto dell’interruzione, il ventottesimo. La squadra viola arriva in un momento positivo e in caso di risultato positivo potrebbe non solo migliorare la classifica ma affrontare con una certa fiducia le due difficili sfide contro Lazio a Roma e Napoli.

Paulo Sousa decide però di fare una rotazione di uomini e moduli, rivoluzionando completamente la squadra. Un 4-3-3 inedito con Tatarusanu in porta, Gonzalo e Astori al centro della difesa, Salcedo a destra e Maxi Olivera a sinistra, centrocampo con Sachez, Badelj e Vecino, Bernardeschi e Milic sulle fasce, Zarate punta centrale. Una formazione che sorprende tutti, dai tifosi sugli spalti e a casa, agli addetti ai lavori, agli stessi avversari. Che approfittano eccome del regalo dell’allenatore portoghese. Il Genoa infatti fin dai primi minuti di gioco attacca a testa bassa e tra errori individuali e salvataggi miracolosi trova il vantaggio.

Non sono passati neanche dieci minuti che Lazovic infila da due passi Tatarusanu sfruttando al meglio il cross dalla sinistra di Ninkovic. Nella circostanza, molto male Milic che perde completamente la marcatura e fa andare a segno per la prima volta in Serie A il giocatore genoano. Nell’ultima parte del primo tempo la Fiorentina fatica a reagire, anzi sembra che possa capitolare ancora, ma si va negli spogliatoi con il meritato vantaggio del Genoa. Un inizio da incubo per la squadra viola, per tutti i suoi giocatori.

Nella ripresa, solo uno sprazzo di Zarate riporta un po’ di fiducia. L’attaccante argentino fa tutto da solo e dalla distanza cerca il tiro, con la palla che sbatte sulla traversa a Perin battuto. E’ solo un fuoco di paglia. La Fiorentina non riesce a costruire occasioni da rete e va vicino al vantaggio solo in una mischia su calcio d’angolo, dove Vecino non trova la deviazione vincente. Nonostante l’ingresso in campo di Kalinic e quelli tardivi di Ilicic al trentasettesimo della ripresa e di Tello a due minuti dal termine, la Fiorentina non crea pericoli per la porta di Perin e il Genoa va vicino al raddoppio con Rigoni gestendo poi il risultato.

Al triplice fischio le domande nella tifoseria si affollano. Che motivo c’era di proporre una formazione del genere? Come mai tenere fuori Kalinic, l’uomo più in forma e far entrare Ilicic ormai a gara finita? Perché la squadra, dopo Milano con l’Inter, ha un approccio così blando e senza carattere? Paulo Sousa ha cercato di spiegarsi in sala stampa, ma la pazienza verso l’allenatore portoghese continua a scemare. Senza considerare che il mercato estivo è stato ancora una volta mandato allo sbando, con giocatori non all’altezza dei titolari che hanno fatto vedere un inizio di gara tragicomico.

Per la Fiorentina l’ennesima occasione persa per portarsi nelle zone importanti in classifica, andando ora ad affrontare due impegni ravvicinati che segneranno in un modo o in un altro il crocevia della stagione. Trascorrere le feste in serenità, con il rientro di Antognoni in società, sarebbe auspicabile. Le nubi però, al momento, sembra non abbiano voglia di lasciare l’ambiente viola in una stagione ancora da decifrare.

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