Buon compleanno Fiorentina!

di Patrizia Iannicelli

Il logo dei 90 anni

Il logo dei 90 anni

Nella seconda giornata di campionato la squadra viola è chiamata a conquistare i primi punti in classifica, dopo la sconfitta all’esordio contro la corazzata Juventus. Ma la giornata è di quelle particolari, è la vigilia  per un evento che racchiude la storia della società gigliata, il traguardo dei suoi novant’anni. Per volere della società i festeggiamenti sono ridotti in segno di lutto per le vittime del terremoto del Centro Italia, con l’intero incasso devoluto alle popolazioni colpite.

La tifoseria è in fermento dal primo pomeriggio per organizzare le coreografie. Per l’occasione i vecchi tamburi, e migliaia di bandierine (offerte dalla società) bianche e rosse con al centro il logo della data di nascita e quella attuale 1926-2016, posizionate in tutti i settori. Al fischio d’inizio con l’ingresso in campo delle squadre l’effetto ottico è straordinario, i 32.304 spettatori coinvolti in ogni posto e settore colorano l’intero stadio. Al termine dell’inno il minuto di raccoglimento e un lungo applauso per la tragedia dei terremotati.

Per la cronaca la squadra viola parte con due neo acquisti, Milic e Sanchez, il modulo è del 3-4-2-1: Tatarusanu, Tomovic, Astori, Alonso, Tello, Sanchez, Vecino Milic, Ilicic, Borja Valero, Kalinic. Nel primo tempo all’inizio della gara l’infortunio di Vecino e l’ingresso di Badelj, poi tanti falli dei clivensi e la Fiorentina che non riesce a concludere. Alla mezz’ora da un corner di Ilicic il colpo di testa di Sanchez che porta al vantaggio dei padroni di casa. Esce anche il portiere rumeno per infortunio ed entra Lezzerini.

Nel secondo tempo Lezzerini salva il risultato e i viola vicini al raddoppio con Ilicic. Esce infine Sanchez per Bernardeschi. Nel finale la traversa di Ilicic e pressing del Chievo, ma i viola con fatica conquistano i primi tre punti. Nessuno esce dall’impianto, mentre con la torre di Maratona illuminata di viola, scorrono le immagini dei tempi andati sul tabellone. I primi ad entrare in campo sono la Primavera viola, e la squadra femminile che dopo aver ricevuto l’ applauso del Franchi si posizionano dietro le sedie dei campioni.

Poi le origini del club con i rappresentanti e i gonfaloni delle due società dalla cui fusione il 29 agosto del 1926 nacque la Fiorentina: la Libertas e il Club Sportivo, con le maglie dell’epoca bianco e rossa  con giglio sul petto, ad opera del Marchese Luigi  Ridolfi. La lunga sfilata prosegue con i rappresentati dei Fiorentini nel mondo, i tantissimi viola club (anche quelli ormai sciolti), il corteo storico di Firenze e i rappresentanti del calcio storico.

Alle 23:23 entra sul prato il patron Andrea della Valle, con qualche disappunto dagli spalti ma con tanti applausi, che si dice orgoglioso del popolo viola sempre pronto a rispondere sul campo a tutte le iniziative di solidarietà. Allo scoccare della mezzanotte gli auguri di rito con l’inno di Narciso Parigi (presente in tribuna), cantato da tutto lo stadio. Poi i grandi campioni della storia del club accolti dal patron Andrea Della Valle, che entrano in campo in ordine alfabetico.

Si apre con Enrico Albertosi,  Ciccio Baiano, la figlia del allenatore del primo scudetto Bernardini, e poi Mario Bertini, Daniel Bertoni, la moglie di Stefano Borgonovo Chantal che riceve un applauso da brividi, Giuseppe Brizi (374 presenze in viola), Domenico Caso giocatore e allenatore delle giovanili, il figlio di Sergio Castelletti Stefano, il mister della rinascita viola Alberto Cavasin, il figlio di Sergio Cervato Gabriele, la figlia di Chiappella, e ancora Luciano Chiarugi, Enrico Chiesa, il figlio di Edoardo Costagliola, Czeizeiler, Dario Dainelli, Picchio De Sisti, Claudio Desolati, Alberto Di Chiara, Salvatore Esposito, la moglie di Ugo Ferrante, Sebastian Frey indimenticabile numero uno degli ultimi anni, Alessandro figlio dello sfortunato Giancarlo Galdiolo, Giovanni Galli, il figlio di Luigi Griffanti, standing ovation per Martin Jorgensen, il figlio del mitico Julinho Carlos, un artefice del primo scudetto Ardico Magnini, e il bomber Mario Maraschi.

Una pausa con la canzone dei novant’anni di Lorenzo Baglioni e poi ancora i mitici viola. Assenti di prestigio Gabriel Batistuta che si affida ad un messaggio video, Roberto Baggio e Manuel Rui Costa. Presente anche Daniele Massaro, il grande Mario Mazzoni, il figlio di Menti, Claudio Merlo, il mister tifoso Emiliano Mondonico, Paolo Monelli, la figlia di Miguel Montuori, Andrea Orlandini, Alberto Orlando, Alberto Orzan campione del primo scudetto, Eraldo Pecci, Ennio Pellegrini, il figlio di Bruno Pesaola, Diego, il figlio di Carlo Piccardi, Marco, Mario Pizziolo, il figlio di Maurilio Prini, Daniel, Thomas Repka. Poi un boato ed  applausi  all’ingresso del bomber Christian Riganò.

Francesco Rizzo, Anselmo Robbiati, il figlio di Enzo Robotti, il figlio Alessandro di Armando Segato, Ezio Sella, i fratelli di Socrates, Franco Superchi, il difensore Alessio Tendi, la scarpa d’oro Luca Toni, il figlio di Ferruccio Valcareggi, Furio, il figlio di Giuseppe Virgili campione del 1956. A tutti viene consegnata una maglia celebrativa. Poi i top undici ( i presenti premiati con una targa) dal mister Cesare Prandelli, il video dell’assente illustre Roberto Baggio, il saluto di Gabriel Batistuta tramite video messaggio, l’indimenticato Manuel Rui Costa con un video dei suoi goal, e ancora il portiere Francesco Toldo, Gonzalo Rodriguez, Daniel Passarella, Thomas Ujfalusi, Carlos Dunga, Kurt Hamrin, il “fenomeno” per la Curva Fiesole Adrian Mutu, e l’ unico dieci per il popolo viola un emozionato Giancarlo Antognoni.

Infine la Fiorentina attuale che rende omaggio alla sua storia, dal presidente Mario Cognigni e Pantaleo Corvino, il mister Pauolo Sousa con l ‘intera rosa che si posiziona accanto ai tutti i giocatori che hanno scritto pagine di storia. Ci scusiamo per il lungo elenco ma ognuno di coloro in campo ha rappresentato un capitolo di una storia che prosegue nel tempo, e non volevamo omettere nessuno in questa straordinaria occasione nessuna.

La lunga giornata terminata a notte fonda, che ha testimoniato ancora una volta l’amore e la passione di un popolo verso il colore viola, ma soprattutto per coloro che hanno avuto l’onore e il privilegio di vestire la maglia gigliata. Un compleanno particolare di forti emozioni per tutti i presenti che hanno ripercorso attraverso tanti flash-back le loro personali storie in viola con i propri beniamini che resteranno campioni per sempre. Auguri Fiorentina per questi meravigliosi novant’anni di storia…

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