Firenze anno zero

di Simone Borri

Il sindaco Nardella sul luogo della frana

Il sindaco Nardella sul luogo della frana

Firenze – E’ un’ora maledetta per Firenze. Alle sei di mattina circa la spalletta dell’Arno agli Uffizi cedette lasciando passare l’acqua la mattina del 4 novembre 1966. Alle sei e trenta di stamane, la terra ha tremato sul Lungarno Torrigiani, franando e inghiottendo circa 20 auto parcheggiate in sosta nel tratto in prossimità del Ponte Vecchio. Nessun ferito o peggio, data soprattutto l’ora. Solo danni pesantissimi, come hanno già potuto constatare le autorità. E un’immagine della città nuovamente sfigurata, senza possibilità forse di ripristino.

Una delle zone più suggestive d’Italia, il tratto di lungarno che corre attraverso Oltrarno tra Ponte alle Grazie e Ponte Vecchio, dall’altro lato degli Uffizi, è diventato nel giro di pochi istanti un altro emblema di un’Italia che ormai sta franando.

Già avviata, contestualmente all’intervento di Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, la ricerca delle responsabilità. A provocare il cedimento sarebbe stata la rottura della dorsale dell’acquedotto fiorentino sulla riva sinistra dell’Arno, la conduttura principale a servizio dello stesso Oltrarno.

In conseguenza del guasto, verificatosi intorno alla mezzanotte precedente, i vigili urbani avevano chiuso il lungarno chiedendo l’intervento di Publiacqua, la società che gestisce l’acquedotto fiorentino. La chiusura dell’afflusso dell’acqua da parte del gestore avrebbe causato una sovrappressione su altre tubature, il cosiddetto colpo d’ariete, con conseguente rottura della tubazione principale. In attesa della ricostruzione dei fatti da parte delle autorità competenti, preferiamo sospendere ogni commento.

La frana di Lungarno Torrigiani

La frana di Lungarno Torrigiani

Stamattina il Lungarno Torrigiani si presentava sconvolto da una voragine di circa duecento metri per sette di larghezza. A destare ulteriore preoccupazione, in mattinata una porzione della strada del lungarno è crollata dentro la voragine apertasi precedentemente. Altri dieci metri di manto stradale precipitatovi dentro. Due palazzi antistanti sono stati evacuati a scopo precauzionale, come provvedimento cautelativo e per effettuare al meglio i controlli: dai rilievi di Vigili del Fuoco e Genio Civile non risultano al momento infiltrazioni nelle cantine dei due palazzi.

I Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale e la Protezione Civile sono tutt’ora al lavoro per evitare possibili altri crolli della strada e anche della spalletta nel tratto di lungarno a Firenze interessato dal disastro. Il problema, spiegano i Vigili del Fuoco, è l’acqua che fuoriesce dalla tubatura provocando il dilavamento del terreno e quindi l’erosione. Al lavoro c’è già un’idrovora ed un’altra è in arrivo da Prato. I pompieri a bordo di un gommone stanno compiendo verifiche in Arno.

Il Dipartimento di ingegneria e di geologia sta sistemando in loco un’apparecchiatura radar, come quella utilizzata per la Concordia all’Isola del Giglio per verificare gli eventuali movimenti della spalletta e del muro del Lungarno Torrigiani. Le apparecchiature vengono sistemate sula sponda opposta, sul Lungarno Archibusieri, che corre a fianco della Galleria degli Uffizi.

«Nessun ferito, ma solo danni: danni pesantissimi» – ha commentato il sindaco di Firenze Dario Nardella  accorso sul posto – «è  una voragine molto seria». Il sindaco ha inoltre informato la popolazione con il sistema del Florence System Alert telefonico (messaggi registrati diramati alla cittadinanza in automatico) delle possibili ripercussioni negative sul servizio di erogazione dell’acqua nella zone limitrofe a quella dell’evento.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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