Rossi, martello italiano a Jerez

di Giacomo Borri

Valentino Rossi

Valentino Rossi

Stavolta è Valentino Rossi che parte primo e inizia a martellare giro dopo giro prendendo ogni decimo possibile. Siamo abituati a vedere un Rossi che parte dalla seconda o terza fila per poi recuperare posizioni su posizioni e non di rado conquistare pure il primo posto. Stavolta la pole e la fuga alla Jorge Lorenzo ce le presenta lui, mostrando un po’ un copia incolla di quelle che erano state le qualifiche di sabato, perché come lui anche Lorenzo e Marquez hanno mantenuto le loro posizioni arrivando rispettivamente secondo e terzo. Stavolta tutti gli appassionati del giallo di Tavullia possono tornare a urlare: “Tutti in piedi sul divano, Rossi c’è!”.

Un gara molto in solitaria per i primi tre già dopo pochi giri, perché sebbene all’inizio sembrava che i fantastici 4 fossero tornati con anche un Pedrosa capace di mettersi dietro Marquez, il sogno si infrange dopo pochi giri. Dopo un unico sorpasso di Lorenzo su Rossi, restituito subito dopo pochi metri, e il riposizionamento di Marquez in terza posizione, la gara si cementifica là davanti destinata a concludersi in queste posizioni.

Jorge Lorenzo, Valentino Rosii e Marc Marquez

Jorge Lorenzo, Valentino Rosii e Marc Marquez

Gran parte della gara Lorenzo e Marquez la passano attaccati l’uno a l’altro fino a che Lorenzo non ha iniziato ad andare più forte, tanto da staccarsi da Marquez e da recuperare un secondo su Rossi. Ma ecco che a tutti la moto inizia a fare uno scherzetto poco apprezzato, arrivando addirittura a fare spinning nel rettilineo e cioè a scivolare anche nel dritto. È questo il momento in cui le posizioni dei primi tre top rider, più o meno a 8 giri dal termine, si cementificano definitivamente rimanendo del tutto invariate fino alla fine. Grande prova di sangue freddo di Marquez che decide di capitalizzare i suoi 16 punti del terzo posto riuscendo a mantenere la testa del campionato piuttosto che cadere nel tentativo di recuperare una posizione stavolta irrecuperabile.

Dietro abbiamo avuto delle conferme, alcune purtroppo molto infelici. Una sfiga chiama l’altra, e come alcuni avranno già capito, sto parlando di Andrea Dovizioso. È in lotta per restare davanti nel secondo gruppo (solo Pedrosa era veramente distaccato dal secondo gruppetto) quando la pompa dell’acqua della sua Ducati si rompe buttando acqua sulla sua ruota posteriore. Avvertito anche da un compagno di gara, decide di fermarsi per ragioni di sicurezza, sue e degli altri. Un applauso forte ad un pilota che in 4 gare su 4 poteva essere tra i primi 5 e purtroppo 3 gare non le ha potute finire non a causa sua.  Da ammirare la sua tenacia nel continuare a lottare. L’altra Ducati, quella di Andrea Iannone, soffre moltissimo nella prima parte di gara orbitando addirittura intorno alla 14° posizione, per poi recuperare nella seconda parte di gara riuscendo a guadagnare la settima posizione.

Stesso discorso vale per Vinales che con la sua Suzuki non ha brillato perdendo il confronto con Dovizioso fino a che è potuto rimanere in pista e soprattutto col suo compagno di squadra Espargarò con cui non perdeva da tempo. In campionato i primi 3 rimangono gli stessi con Marc Marquez in testa con 82 punti, seguito da Jorge Lorenzo con 65 punti e Valentino Rossi con 58 punti.

Prossimo appuntamento domenica 8 Maggio a Le Mans (Francia).

Giacomo Borri

Giacomo Borri è nato a Firenze ed è laureato in Economia dello Sviluppo. E' un grande appassionato di motociclismo e appena può inforca la sua Yamaha YZF R6 sulle strade del Mugello


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