Marquez cala il poker ad Austin

di Giacomo Borri

GP delle Americhe: la caduta di Valentino Rossi

GP delle Americhe: la caduta di Valentino Rossi

AUSTIN (Texas) – GP delle Americhe, prima gara oltre-oceano, sono tutti pronti sulla griglia, Marq Marquez in pole position come era inevitabile su questa pista con a seguirlo Jorge Lorenzo, l’unico capace di essere veloce qui quasi quanto lui (almeno nel giro secco) e subito dopo Valentino Rossi.

I primi tre in campionato sono anche i primi tre in griglia e si prospetta da subito una gara emozionante. Sugli spalti ci sono anche vecchie glorie del motociclismo e star hollywoodiane del calibro di Keanu Reeves, tutti sono venuti a vedere le scintille scaturite dal confronto dei primi tre top rider, confronto infiammato dal famoso finale di stagione dell’anno scorso.

Il semaforo rimane acceso qualche secondo più a lungo del normale, forse per motivi di sicurezza, i motori sono costretti a rimanere un paio di secondi in più a gas aperto ma una volta partiti subito Lorenzo mette a segno una partenza delle sue infilandosi davanti a Marquez. Finora nulla di nuovo, Lorenzo è sempre un fulmine alla partenza, ma in questa pista Marquez ha qualcosa di magico, qui vince sempre lui, e infatti non passa molto che dopo un paio di sorpassi scambiatisi a vicenda tra lui e Lorenzo, e dopo un “lungo” ad una curva di quest’ultimo, Marquez riprende in mano la testa della gara per poi mantenerla in solitaria per tutto il resto della corsa.

Dopo un giro Marquez si ritrova già in fuga, ma è adesso che iniziano i problemi, nelle lotte per il secondo terzo e quarto posto. Dopo solo due giri abbiamo un Rossi che un po’ per mancanza di feeling un po’ per una frizione ancora deformata per la troppo lunga sollecitazione in griglia di partenza, si ritrova altalenante tra la quinta e la sesta posizione, ma ancora per poco, perché poche curve dopo malauguratamente gli si chiude l’anteriore mettendo fine alla sua gara a pochi minuti dal suo inizio. Fortunatamente non ci sono conseguenze per lui essendo già per il 90% disteso a terra al momento della caduta.

GP delle Americhe: Daniel Pedrosa e Andrea Dovizioso a terra

GP delle Americhe: Daniel Pedrosa e Andrea Dovizioso a terra

Davanti come era prevedibile Marquez guadagna sempre più vantaggio giro dopo giro in fuga un po’ alla Lorenzo, mentre dietro si formano più gruppi. Il gruppo di testa viene conquistato con un sorpasso perfetto da Lorenzo, ma per qualche giro ancora a pochi decimi da lui ci sono un Andrea Dovizioso fulmineo e rinato dopo le sfortunate vicende di Argentina marcato a uomo da un Daniel Pedrosa anch’esso illuminato. Ma è proprio quando Lorenzo inizia ad aumentare il suo distacco su questi due che accade un ennesimo rimescolamento delle posizioni. Pedrosa arriva largo, troppo largo, forse proprio perché in scia di un Dovizioso anch’esso troppo largo di traiettoria.

In una frazione di secondo la moto di Pedrosa diventa un toro imbufalito e senza controllo, scalcia e Pedrosa non può farci nulla se non guardare impotente la sua moto andare dritta a schiantarsi verso la coda della moto del povero Dovizioso. Si ritrovano a terra e fortunatamente illesi, ed è qui che Pedrosa mostra subito il suo buon cuore accorrendo a sincerarsi che il suo compagno di gara sia incolume. Grande dimostrazione di bontà per lo spagnolo.

Nel frattempo dietro non si sono risparmiati, e Andrea Iannone è il primo a beneficiare della caduta del compagno di squadra ritrovandosi quindi con la sua Ducati in terza posizione, distaccato dal quarto e quinto posto ma a sua volta lontano veramente troppi secondi per sperare di riallacciare il distacco da Lorenzo. Il passo è buono e non troppo più lento da quelli delle prime due posizioni ma ormai per lui inizia una gara in solitaria, proprio come per i due spagnoli davanti.

L’ultima sorpresa se così si può chiamare ce la regala Maverick Vinales che ancora una volta ingaggia e vince un duello col compagno di squadra Aleix Espargaro dimostrando ancora una volta di essere uno dei più forti Rookie in motogp.

Viene sventolata la bandiera a scacchi e il successo di Marquez è completo, dominio su tutti e prima posizione in campionato a 20 punti di distacco dal secondo posto. Secondo posto occupato proprio dal secondo arrivato qui ad Austin, Jorge Lorenzo che riesce a contenere il distacco dal primo arrivato in “soli” sei secondi, è l’unico perché dal terzo classificato in poi il distacco supera abbondantemente i 10 secondi.

La gara è finita ma sono solo due i Top Rider che sono riusciti a prendersi ciò che gli spetta, sono Marquez e Lorenzo che in qualifica hanno fatto primo e secondo e in gara hanno fatto un copia e incolla spettacolare. Iannone veloce ma terzo posto per forza beneficiato dalle cadute davanti. Rossi, Dovizioso e Pedrosa si sono ritrovati fuori dalla corsa ma è proprio per Dovizioso che pesa di più, due gare su tre si trova ad avere saldamente in mano rispettivamente il secondo e terzo posto ed entrambe le volte finisce in terra non per causa sua. Si dimostra essere un guerriero e sicuramente sarà in grado di prendersi atri podi in futuro (sfortuna permettendo).

Dopo tutte queste cadute da inizio campionato ad ora il GP di Austin ci lascia con una domanda, quanta parte di colpa ha Michelin in tutte queste cadute?

Giacomo Borri

Giacomo Borri è nato a Firenze ed è laureato in Economia dello Sviluppo. E' un grande appassionato di motociclismo e appena può inforca la sua Yamaha YZF R6 sulle strade del Mugello


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